Matteo Piloni/ Comunicati stampa, Documenti, Rassegna stampa/ 0 comments

 
A seguito di continue segnalazioni di branchi di cinghiali nei nostri territori e alle dichiarazioni dell’assessore Rolfi, mi preme tornare sull’argomento per fare alcune precisazioni.
La legge regionale che è stata votata, anche con il voto favorevole anche del PD, per andare incontro alle esigenze dei territori rispetto all’emergenza cinghiali, è datata 19 luglio 2017.
L’assessorato che avrebbe dovuto farla funzionare, tramite la zonizzazione del territorio regionale prima e approvandone le regole di gestione poi, lo ha fatto con un ritardo complessivo di otto mesi rispetto a quello che la legge stessa prevedeva. Per intenderci, l’ultimo provvedimento è datato 17 dicembre 2018, solo qualche giorno prima dell’incidente mortale sulla A1.
Quindi, a conti fatti e a un anno e mezzo dall’approvazione della legge, i nuovi piani di abbattimento non sono ancora operativi.
Su questa questione, fin dal mio insediamento, ho più volte sollecitato la Regione attraverso interrogazioni e mozioni.
Un’ulteriore precisazione va fatta sulla cosiddetta legge Delrio, che nulla ha a che vedere con il tema evocato dall’assessore.
Regione Lombardia ha deciso, in autonomia, e con la contrarietà di molti nella passata legislatura, di togliere le deleghe di Agricoltura e Caccia alle Province, causando quell’ulteriore paradosso burocratico per il quale il tema è di competenza regionale, ma il controllo deve essere effettuato dagli agenti di polizia provinciale, e creando un chiaro problema operativo tra chi deve programmare e chi deve controllare, con quest’ultimo che spesso viene lasciato, dalla Regione, con pochissime risorse per poter operare sul territorio.
Concordo con l’assessore Rolfi sulle mancanze del governo nazionale e in particolare del Ministero dell’Ambiente: mi preme sottolineare che in questi mesi ho più volte proposto alla Regione che per affrontare il tema relativo ai danni causati da fauna selvatica, e in particolare da nutrie e cinghiali, è necessario un intervento del Governo per un fondo straordinario come quello realizzato tempo fa in merito al randagismo.
In questa rivendicazione, ora tocca all’assessore farsi promotore di un’iniziativa che convinca anche il riottoso Ministro dell’Ambiente a permettere la modifica della normativa nazionale per garantire l’efficacia dei piani di abbattimento. Il tema è serio e urgente.
 

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