A Tornata sono passato a salutare Antonio Pizzoni e Pizzoni Molla Tarequjjaman, suo figlio adottivo.
Una storia, la loro, che rappresenta un esempio straordinario di relazione umana, fatta di sostegno reciproco e di un legame sincero e profondo.
La loro storia inizia per caso, nella metro di Milano: Antonio si era accasciato per un malore e Tareq, giovane originario del Bangladesh, non ha esitato a soccorrerlo. Da allora hanno continuato a rimanere in contatto e, quando Tareq si è trovato senza lavoro, Antonio e sua moglie Stella non hanno avuto esitazioni nel restituire quell’aiuto ricevuto.
È così che nasce il loro legame più grande: l’adozione. Antonio accompagna Tareq nel suo percorso di crescita, sostenendolo negli studi. Con impegno e sacrificio — passando da lavapiatti al lavoro in RSA e oggi in una scuola di Casalmaggiore — Tareq costruisce il proprio futuro, fino ad ottenere la laurea e sposandosi.
Una storia di gentilezza, di opportunità colte e restituite, di integrazione vera, che può insegnare molto. A tutti noi. Una storia raccontata da un libro scritto da Antonio e Tareq (Tareq e gli altri), che è stata ripresa da giornali e TV.
Come un’altra storia, quella di Marinka, la prima figlia adottiva si Antonio e Stella. Storia che Tareq racconta nel suo secondo e ultimo libro, da poco pubblicato.
Si intitola “Il vento nelle maniche” (ed. Sometti) e una parte dei ricavi è destinato ad Emergency. E una delle prefazioni è di Davide Bazzani, che ci ha lasciato lo scorso agosto.
Grazie Antonio e Tareq per avermi accolto in casa vostra e regalato una copia del libro, per le vostre storie e per le belle persone che siete.
