Matteo Piloni/ La settimana in Consiglio/ 0 comments

La Regione Lombardia non si è organizzata per tempo per la terza dose, è già in ritardo e peggio sarà tra un mese, quando si aprirà ad altre fasce d’età. Lo hanno denunciato questa mattina in Consiglio regionale i consiglieri del Partito Democratico, durante la discussione generale sulla riforma sanitaria firmata da Moratti e Fontana.

“Molte persone stanno segnalando la difficoltà a prenotare la terza dose nei centri di Cremona e Crema, trovando disponibilità fuori provincia”. A lanciare l’allarme anche il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni che spiega: “Questo accade soprattutto perché la Regione ha rallentato la funzionalità dei centri, addirittura, talvolta, determinandone la chiusura, tra agosto e settembre scorsi”.

“Con le attuali quarantamila vaccinazioni al giorno arriveremo a vaccinare a fine febbraio chi dovrebbe essere vaccinato entro fine novembre, assolutamente troppo tardi per i tempi e i ritmi di crescita del virus – prosegue Piloni -. Avevamo in Lombardia una macchina che era in grado di vaccinare 100mila persone al giorno ed è stata smontata, con la chiusura di alcuni hub e la riduzione ai minimi termini di altri, ma intanto 3,2 milioni di persone arrivano ad aver diritto alla terza dose già a fine novembre, anche in virtù dell’anticipo a cinque mesi. E quanti ne abbiamo vaccinati con il booster? Circa 700mila, lasciando indietro oltre 350mila anziani. Non va bene, è un errore grave di mancata programmazione che può costare molto cara ai cittadini lombardi. E stiamo aspettando di aprire nuovi hub nei centri commerciali che saranno aperti solo a febbraio”.

“Oggi per i centri la criticità maggiore consiste nel reperimento del personale per aumentare le linee e la capacità di somministrazione – prosegue Piloni – ed è proprio per questo che da settimane chiediamo a Moratti e Fontana di riattivare immediatamente gli hub delle prime due dosi, richiamando il personale che ha lavorato come Co.co.co e i dipendenti in orario aggiuntivo senza lasciare sole nella ricerca le singole ASST. Solo così potremo dare copertura in tempi ragionevoli, anticipando il virus anziché, come al solito, rincorrerlo”.

“Non serve vaccinare nei supermercati! Bisogna riaprire quelli chiusi e potenziare i centri attivi. In provincia di Cremona si tratta di potenziare i centri di Cremona e Crema e riaprire i centri di Soresina, Rivolta d’Adda e Casalmaggiore. Per farlo serve personale” conclude Piloni.

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