Matteo Piloni/ La settimana in Consiglio/ 0 comments

“C’erano anche tanti sindaci, questa mattina davanti al Pirellone, insieme a cittadini e alle diverse associazioni che hanno fatto sentire la loro voce per difendere un territorio di quasi due milioni di abitanti, su cui Regione Lombardia ha deciso di entrare a gamba tesa, scippando alla Città metropolitana e a ben 61 comuni milanesi la gestione di uno dei parchi più importanti della Lombardia, il Parco agricolo Sud, un vero e proprio polmone verde che con una proposta di legge la giunta regionale ha deciso di trasformare, modificando alcune disposizioni della legge istitutiva del parco stesso e avocando a sé i poteri gestionali e decisionali, dalle nomine alla gestione delle risorse. Una legge che ci ha sempre visto fortemente contrari, perché i parchi appartengono ai territori ed è con loro che la regione avrebbe dovuto condividere tutte le modifiche che invece sono calate dall’alto. Noi riteniamo che questa sia una modalità che rischia di pregiudicare il parco e le sue finalità istitutive di sviluppo sostenibile di cui l’attuale gestione è garante. C’è sicuramente bisogno di risorse, di personale e di alcune modifiche che però devono essere condivise con i sindaci, con le associazioni e quindi con i cittadini, perché i parchi non hanno colore e non sono della giunta Fontana, ma dei cittadini che li vivono” così interviene il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni che, insieme al capogruppo Fabio Pizzul, al vicepresidente Carlo Borghetti e ai colleghi Paola Bocci, Pietro Bussolati, Gigi Ponti e Carmela Rozza, ha partecipato questa mattina al presidio di tutte le istituzioni e le realtà territoriali che sotto il Pirellone hanno chiesto a gran voce il ritiro del progetto di legge che modifica la governance del Parco Agricolo Sud e che andrà in aula per la votazione finale l’1 e il 2 dicembre prossimi.

“Non ci si deve però fermare alla manifestazione di questa mattina, queste proteste devono andare avanti anche nei prossimi giorni e ci auguriamo che la giunta regionale, se non vuole ascoltare noi, ascolti almeno i sindaci, i territori e i cittadini” conclude il consigliere dem.

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