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Egr. Direttore

in questi giorni le nostre linee sono protagoniste di ennesimi ritardi e soppressioni. E purtroppo non saranno le ultime di una, ormai, lunghissima serie.

I motivi sono molti, ma mi soffermo su due.

Il primo riguarda l’assetto societario di Trenord, una società creata dal centrodestra nel 2011, unica in Italia, con una governance che vede Trenord al 50% al pari di ferrovie dello Stato che detiene il restante 50%. Una situazione di parità societaria che porta i soci a non decidere e a non programmare nuovi investimenti, come invece succede in molte altre Regioni d’Italia.

La seconda riguarda il fatto che abbiamo la flotta più “vecchia” d’Italia, e nessun treno nuovo è imputabile a Trenord che, al contrario, riceve 400 milioni all’anno dalla Regione, a cui vanno aggiunti i 3 miliardi investiti in 10 anni per acquistare 161 treni, peraltro alcuni usati.

Una spesa enorme che poteva essere evitata, come hanno già fatto altre regioni, cercando risorse sul mercato e, quindi, mettendo a gara il servizio.

Non si è voluto fare e, per “migliorare il servizio”, invece, si è deciso di tagliare corse.

In poche parole, si continuano a spendere soldi (tanti!) senza ottenere alcun risultato.

Il taglio ha determinato, come era ovvio, qualche miglioramento temporaneo dell’indice di puntualità medio dei treni. Ma il risultato è, come sta accadendo anche in questi giorni, che i pendolari ogni giorno devono affrontare una vera e propria Via Crucis per raggiungere Milano e tornare a casa.

La realtà è che la situazione non sta affatto migliorando. Anzi.

A tutto questo va ricordato il taglio di 300 milioni che incombe sul trasporto pubblico nazionale, di cui 52 milioni di euro riguardano la Lombardia e che per Cremona pesa per più di 1 milione.

La domanda è una sola: quando la Regione vorrà davvero affrontare, e risolvere, la situazione del sistema ferroviario nei nostri territori?

Io continuo a ritenere che l’unica strada sia quella di una gara europea che porti sui nostri territori investimenti sul materiale rotabile.

Per farlo serve coraggio e decisioni ormai non più rinviabili. Altro che rinnovo del contratto con Trenord al 2026. Noi ci siamo. E la Lega?

Matteo Piloni, Consigliere regionale Pd

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