Matteo Piloni/ Comunicati stampa/ 0 comments

“Se l’assessore Bolognini e la Lega hanno messo una pezza rispetto ai folli tagli di dicembre è solo perché le proteste delle famiglie e la nostra mozione in Consiglio regionale li hanno costretti a fare un passo indietro rispetto alla delibera di fine dicembre. Ma quello che ci ha raccontato l’assessore non basta. Il Governo ha messo per la Lombardia 90 milioni, mentre la Regione a guida leghista, dopo tutto quel che è successo, ne ha trovati 23, di cui 13 stanziati per il voucher che però ha numeri risibili: stiamo parlando per Cremona di 37 persone (35 minori, 1 adulto e 1 anziano nel 2019) e per Crema di 23 persone (19 minori e 4 adulti). È stato inoltre lasciato il limite di reddito Isee che, almeno per i disabili gravissimi, non dovrebbe esistere anche solo per una questione etica. Bene invece che abbiano tolto il criterio, per i minori, della non iscrizione a scuola per accedere alla misura. Prima infatti a fronte della frequenza scolastica non era possibile ottenere il contributo. Un requisito assurdo perché la socialità dei minori disabili andrebbe favorita, non certo punita con il taglio del buono. Ricordo che solo nelle Asst di Cremona e di Crema, nell’anno 2019, sono diventati 233 i fruitori della Misura B1 per disabili gravissimi e che di questi 117 sono minori. Siamo ancora lontani dal ristabilire le condizioni garantite dalla Regione nel 2019, come avevamo chiesto con la nostra mozione approvata in Aula il 14 gennaio e che già erano state oggetto di modifiche peggiorative rispetto al 2018. La questione non finisce certamente qui, a partire da una revisione dei criteri di accesso anche per quanto riguarda la misura B2, perché i disabili e le loro famiglie meritano tutta l’attenzione della Regione.”

Lo dichiara il consigliere regionale Matteo Piloni a margine della presentazione in commissione, questa mattina a palazzo Pirelli, della nuova delibera sui contributi ai disabili gravi e gravissimi. La modifica si è resa necessaria dopo l’approvazione in Aula di una mozione del Pd, il 14 gennaio scorso, che imponeva all’assessore Bolognini di rivedere i tagli operati dalla precedente delibera del 23 dicembre 2019.

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